Tzedakà: giustizia o beneficienza?

Molte volte la parola tzedakà erroneamente viene tradotta come carità, beneficenza. Tuttavia, come si evince già dal titolo, l’autore ci dimostra perché questa traduzione è riduttiva, considerato l’aspetto della “giusta distribuzione” dei redditi e dei beni che la pratica della tzedakà contribuisce a sostenere, in un mondo sempre più caratterizzato dal divario tra ricchezze e povertà assolute.
Per la complessità dell’argomento, si potrebbe parlare a lungo del precetto della tzedakà; in questo breve volume si è scelto di dare risalto ai principi basilari che contraddistinguono la tzedakà dalla semplice carità, con la speranza che questa lettura possa essere da stimolo per approfondire lo studio dell’argomento e sensibilizzare sui benefici che la pratica della tzedakà reca sia a chi la dona sia a chi la riceve, e di conseguenza a tutta la comunità.

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