Mordechai Miller muore a Roma la vigilia di Pesach

Mordechai Miller nacque nel 1927 a Surany, una piccola cittadina della Slovacchia. Crescendo, il piccolo Mordechai rimase affascinato dal suo vicino, che faceva il rilegatore di libri.
Egli vedeva con quanta abilità il rilegatore riparasse libri sacri vecchi e logori, facendoli tornare come nuovi. Il momento che egli prediligeva era il bacio finale dato al libro una volta terminato il lavoro.
Nel 1943, il padre di Mordechai gli procurò il visto per recarsi in Terra Santa, a condizione che andasse a studiare nella yeshivà di rav Dushinski.
Cresciuto da solo,  lontano dai genitori, Mordechai si sentì simile ad Adamo, il primo uomo. Egli non dimenticò mai l’anziano rilegatore di libri e il suo lavoro. Decise, così, di continuare nell’attività di rilegatura dei libri sacri, e così fece. I libri di Miller sono famosi in tutto il mondo ebraico.

La sera prima della vigilia della festa ebraica di Pesach, Mordechai, sua moglie, suo figlio e sua nuora, si erano messi in viaggio verso l’Italia per delle meritate vacanze. Egli aveva portato con sé una Haggadà di Venezia del 1629 che aveva riprodotto a mano e stampato.
Arrivati a Roma si erano sistemati in un albergo. Durante la notte, egli ha svegliato sua moglie perché non si sentiva bene. E’ stato portato all’ospedale ma le sue condizioni sono apparse subito critiche e dopo poche ore è morto.
La mattina della viglia di Pesach, l’ospedale ha chiamato rav Lazar, il quale ha fatto di tutto per poter far tornare la famiglia e possibilmente anche la salma in Israele prima della festa. Sfortunatamente non è stato possibile e la famiglia Miller ha celebrato la festa a Roma, partecipando al Seder con Chabad e altri cento ebrei giunti da ogni parte del mondo. Terminata la festa, la famiglia ha potuto far ritorno a casa.

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