Kashèr significa valido, adatto, buono. Un cibo è kashèr quando è adatto ad essere consumato da un ebreo, quando è stato preparato nel rispetto delle norme alimentari ebraiche. Kòsher è il termine corrispondente a kashèr, secondo la pronuncia ashkenazita, ed è di uso frequente anche in Italia.
Le norme che regolano l’alimentazione nella tradizione ebraica sono numerose e di vario tipo. Schematicamente possono essere così riassunte:
– distinzione tra animali permessi e proibiti;
– permesso di consumare solo animali uccisi con tecnica di “shechitàh”;
– divieto di bere il sangue;
– obbligo di separazione del sangue dalla carne;
– divieto di consumare alcune parti di grasso;
– proibizione di mangiare membra tolte ad animali viventi;
– divieto di mangiare nervo sciatico (e posteriore animale);
– obbligo di scegliere solo quelli indenni da malattie o difetti fisici;
– divieto di mescolare carni con latticini e intervalli di tempi per consumo ;
– divieto di abbinare in un unico piatto carne e pesce;
– divieto di consumare sostanze che mettono in pericolo la salute e la vita;
– organizzazione della cucina e della mensa, separazione dei servizi, zone di cottura, contenitori e lavaggio recipienti e posate;
– regole relative ai vegetali;
– regole relative a uova, latte, formaggi, vino e alcolici.
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