“Diceva R. Shim’on: ‘Se gli uomini sapessero quanto è importante il Pittùm Haketòret al cospetto del Santo Benedetto prenderebbero ogni parola e se la porrebbero sulla testa come una corona d’oro”
(dallo Zohar).
Nel racconto della trasgressione del primo uomo l’unico senso di cui non si fa menzione alcuna è l’olfatto. In Bereshìt 3, 6 si parla di un frutto gradevole agli occhi, di buon sapore; si parla di un divieto di toccare quel frutto e della colpa di aver prestato ascolto al serpente. Non si allude mai al fatto che quel frutto avrebbe potuto attirare l’attenzione per il suo profumo. Tutta la vita morale dell’uomo cominciò da lì: le mitzvòt furono date all’ebreo per riscattare quella trasgressione ed è logico aspettarsi che dell’odorato nella Torà si parli poco.
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