La mattina del 24 agosto, Rav Menachem Lazar, direttore di Chabad Piazza Bologna a Roma, è stato contattato da Rav Meshi Zahav, direttore di Zaka, un’associazione umanitaria israeliana, il quale ha offerto aiuto per il terremoto che ha colpito il centro Italia la notte fra il 23 e il 24 agosto.
Rav Lazar, grazie a Marco Abbina, ha contattato l’ufficio relazioni internazionali della Protezione Civile per offrire l’aiuto dell’associazione israeliana. In un primo momento la risposta è stata che non vi era ancora l’autorizzazione per gli aiuti esterni fino a che non fosse chiara la situazione scaturita dal tragico evento.
Durante la giornata, Giuseppe Calo, ha messo in contatto Rav Lazar con Naama Gorodisher di IsraAID. altra associazione israeliana che ha offerto il suo aiuto.
Sempre nel corso della giornata e anche dopo, Rav Lazar è stato intervistato da una decina di radio israeliane e ha aiuto il team della TV israeliana a raggiungere la zona del disastro.
La sera, il presidente del corpo dei volontari URBE, Marco Signorelli, ha inviato una lettera al governo israeliano chiedendo l’aiuto di ZAKA. La lettera è stata inoltrata al Ministro degli Esteri e, poco dopo, è giunta la risposta che dichiarava che “l’Italia avrebbe affrontato l’emergenza con le sole proprie forze”. Dopo ciò, Mati Goldstein di Zaka ha contattato Rav Lazar e gli ha riferito che per rispetto alla decisione italiana non avrebbero portato il loro aiuto.
Nonostante ciò, la sera stessa venti membri dell’IsraAID sono arrivati nelle zone colpite dal terremoto senza autorizzazione ufficiale.
Rav Lazar ha messo in contatto i membri di IsraAID, con i volontari di URBE, di cui Marco Abbina fa parte, che hanno accolto i volontari nel campo Scai dove stanno lavorando insieme per aiutare le persone scampate al terremoto.








